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Sara Acireale

Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di ... (continua)


La sua poesia preferita:
L’onda assassina
È puro il sole del mattino
ma non sento più la tua voce.

Il cuore, come il mare segue l’onda
così come il deserto ha le sue dune
la realtà fluttua nella mia mente
respirando comincio a ricordare.

Eri un ragazzo dagli occhi di giada
ricordo...  leggi...

Nell'albo d'oro:
Il canto di un migrante
La mia terra è lontana,
il mio canto evapora
col respiro del vento.
Son partito di notte

dietro di me ho lasciato
la paura e il tormento
ho camminato tanto
fino a fermare il tempo.

Terrore dentro gli occhi
per chi non sa nuotare
siamo in...  leggi...

Tra la pioggia e la nebbia
Quando s’oscura il cielo
l’anima è nel tormento
e nasce il malcontento
celato dentro un velo.

La lacrima che scende
sopra il tuo viso stanco
è una spina nel fianco
che sul cuore si stende.

È bagnata la sabbia
e non trovi il conforto
hai...  leggi...

Risorgerai in un’alba di primavera
Il fumo della sigaretta
si dissolve nella sua spirale.
In testa i tuoi sogni,
il cuore pieno d’illusione.

Vorresti volare libera
come le rondini a primavera
ma... ombre evanescenti
appaiono per poi svanire.

Occhi ansiosi scrutano...  leggi...

Un sogno non muore
A Palermo era primavera
con canti d’uccelli
e rose in fioritura.

Primavera:
colori e profumi di libertà.
Libertà dalla prepotenza
e dalla mafia... era il sogno
di un uomo.

Senza tumulto in petto
con grande crudeltà,
trucidarono l’uomo
ma...  leggi...

Per lavoro si muore
Un tonfo...
un urlo disumano.
Il sangue bagna la terra,
ancora lacrime,
ancora dolore.
Un'altra bara...
una mamma piange.
Famiglie in lutto,
tanta disperazione.
Vite spezzate
dal lavoro nero.
Chi perisce...
lascia affanni e...  leggi...

Un liocorno bianco con le ali d’oro
Sere vuote giorni grigi,
senz’amore, senza dolore...

In questa stanza è già buio ormai,
sento che sono stanchi gli occhi miei.

Se la vita più niente mi darà,
se chi tanto aspetto è lontano ormai,
voglio partire... mai più ritornare
nuove...  leggi...

Non fare morire una stella
Quando una donna piange
una stella muore...

La tristezza porta
alla solitudine,
all’abbandono, all’oblio.
L’orecchio più non sente
nessun richiamo d’amore.

Nel viso smarrito
si affievolisce la luce
prigioniera del sorriso.

Non...  leggi...

Dottor Jekill e mister Hyde
Cercava gocce di rugiada
per combattere il caldo.
Insicura
e barcollando ha camminato
per le strade di notte
tra civette e barbagianni.
Ti ha incontrato...
Dottor Jekyll nei suoi sogni
e mister Hyde nella strada buia.
Ferita,
lacera e...  leggi...

Belve dai mille artigli
La nostra storia insegna
che nel cuore umano v’è del fiele
e nella mente degli uomini regna
il vecchio orgoglio che uccise Abele.

Istigare all’odio non è un’opinione
può diventare un’aberrazione.
E’ stata una grande piaga sociale
nella seconda...  leggi...

Il volto di Gesù
Da tempo avevo perduto Gesù,
il suo volto non ricordavo più.
Però un giorno lo trovai,
nel mio cuore lo portai.

Nel parco un uomo passeggiava,
era tranquillo e nessuno passava
quando d’un tratto alcuni ragazzi
sono sbucati e sembravano...  leggi...

Benvenuto amore
Il nostro incontro
è stato un caso,
un fulmine, un bagliore,
mi hai incantato
col tuo buonumore.

Vorrei capire
se esisti davvero,
se sei un sogno
oppure sei vero.

Buongiorno amore
ti vedo ogni mattino
mentre assieme
prendiamo il...  leggi...

Gli occhi dei bambini sono fiori
Sorridono
emanano luce.
Sono grigi,
neri o azzurri.
Hanno vari colori.

Sono freschi
di rugiada mattutina,
la luna
ogni notte li accarezza.
Brillano
al sole dell’estate.

Gli occhi dei bambini
sono fiori che s’aprono
all’alba della...  leggi...

Tempesta
La tua esistenza
è un mare in tempesta.

Ti osservo,
vorrei dirti
che ho paura dei tuoi "viaggi".

Forse non lo sai
ma esisti
oltre l’infinito,
oltre l’orizzonte.

E’ difficile capirti...

Sprechi la tua vita
Per il "viaggio" di...  leggi...

Sara Acireale

Sara Acireale
 Le sue poesie

La sua poesia preferita:
 
L’onda assassina (30/07/2020)

La prima poesia pubblicata:
 
Clandestino (18/09/2008)

L'ultima poesia pubblicata:
 
Inverno nel cuore (09/01/2025)

Sara Acireale vi consiglia:
 Amicizia tradita (05/06/2012)
 Cadono gocce di veleno (12/02/2020)
 La Trinacria (18/07/2020)
 In fila verso il pozzo (04/02/2015)
 L’indifferente è complice del male (13/09/2023)

La poesia più letta:
 
Un amico è come il sole (09/07/2009, 24348 letture)

Sara Acireale ha 13 poesie nell'Albo d'oro.

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 settimana dal 30/07/2018 al 05/08/2018.
 settimana dal 02/10/2017 al 08/10/2017.
 settimana dal 19/12/2016 al 25/12/2016.
 settimana dal 18/05/2015 al 24/05/2015.
 settimana dal 07/07/2014 al 13/07/2014.
 settimana dal 27/01/2014 al 02/02/2014.
 settimana dal 19/08/2013 al 25/08/2013.
 settimana dal 11/03/2013 al 17/03/2013.
 settimana dal 27/08/2012 al 02/09/2012.
 settimana dal 26/03/2012 al 01/04/2012.

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L'ebook del giorno

L'edera

La vicenda del romanzo si svolge in un paese della Sardegna all’inizio del XX secolo. Lo sfondo della narrazione è il (leggi...)
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Considerazione dell'autore
«Giorni senza respiro, parole vane, vecchi nostalgici e ragazzi che cercano "conforto" nella droga. Questo è il tempo dell'incertezza e dell'apatia, non c'è nessuno che è più capace di regalare un sorriso. Ci siamo trasformati in esseri aridi e senza emozioni»
Inserita il 07/09/2015  

Sara Acireale

Giorni senza respiro

Sociale
Signore
tu li senti i discorsi di questi nostri vecchi
che narrano sventure antiche, assieme
a quelle nuove: figli e nipoti senza un avvenire.

Sono giorni senza respiro
rami secchi senza foglie.

Giovani dai sogni vuoti
siringhe senza numero

L’alba non sorge più
per questi giovani radunati in branco.

Non guardano oltre i confini
nelle retrovie dell’universo
per decifrare i codici del cielo.

L’incertezza ristagna sui loro volti.
Si nutrono di droga e delusioni e
per succhiare la ruggine del tempo
scovano per la notte una grotta riparata.

Non c’è più nessuno che regali
un sorriso o che insegni a piangere
per amore nella speranza di un futuro nuovo.




Sara Acireale 19/04/2015 08:28| 23| 3559

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza l'autorizzazione dell'Autore.
La riproduzione, anche parziale, senza l'autorizzazione dell'Autore è punita con le sanzioni previste dagli art. 171 e 171-ter della suddetta Legge.


 

Commenti sulla poesia Commenti di altri autori:

«Il problema così profondo che riguarda la gioventù nel loro affrontare il domani è assai ben evidenziato da questa autrice che di problemi sociali ha dimostrato di sentirne veramente il peso, sincera denuncia di come i giovani di oggi siano fermi nel nulla senza aspettare niente, conta solo il loro presente che va consumato godendo dell'attimo con espedienti che li aiutino a immaginare ciò che le loro coscienze non riescono a fare. I veri adulti se ne stanno accorgendo ma purtroppo si accostano a loro parallelamente, come su di un binario senza mai incontrarsi impedendo così quell'inizio d'esempio concreto ad un loro cambiamento di prospettiva futura.»
rita iacobone (19/04/2015) Modifica questo commento

«La nostra poetessa dà dimostrazione in questo testo riguardante il problema dei giovani, pressante e senza fine, di una verve poetica di indubbia qualità, mettendo in risalto, con dei versi splendidamente ricchi di particolari, di una conoscenza profonda di questo stato di cose. La sua descrizione è prettamente in linea con il pensiero di tutti noi, parole che sono uscite dal cuore di una donna e di una madre che lotta tutti i giorni con i problemi della vita. Un plauso per la rabbia profusa all'interno degli stessi, brava!»
Club Scriveresergio garbellini (19/04/2015) Modifica questo commento

«Una sincera denuncia di come va il mondo in questa poesia .Oggi molti giovani vivono alla deriva, senza nessun progetto per il futuro. Loro vivono l'oggi abusando di droga e non sentendosi emarginati. Sarà perché la droga fonde il cervello, quindi entrano in un vortice di vita non vita che probabilmente a loro parrà normale. Spesso si cerca di recuperarli, ma molti di loro ci ricadono e si perdono inesorabilmente. L'autrice in questi versi mette in chiaro queste gravi problematiche con acume. Si spera per il futuro, viste le campagne antidroga fatte, ci siano meno giovani ad essere attratti da questo mortale veleno. Una lirica che io condivido e faccio il mio plauso all'autrice.»
Grazia Denaro (19/04/2015) Modifica questo commento

«L'autrice in questa lirica magnifica riporta a galla un problema sociale di prima necessità: il futuro dei giovani, è un momento storicamente negativo per la risalita del benessere. Tutti ci auguriamo che finisca prima possibile. Poesia che denuncia l'attuale situazione che stiamo vivendo tutti. Molto bella e significativa.»
Umberto De Vita (19/04/2015) Modifica questo commento

«Quanta verità in questi versi esposti magistralmente dalla poetessa. I giovani d'oggi, non vedendo all'orizzonte una via d'uscita da questo stazionamento paludoso, varcano altri lidi, a volte senza ritorno. Una piaga sociale che attanaglia moltissimi giovani.»
Donato Leo (19/04/2015) Modifica questo commento

«E' una composizione che mi ha colpito per i suoi forti e decisi toni di denuncia sociale. Il mio parere è che il passaggio attraverso una qualche droga (si può andare da una semplice sigaretta a un'infatuazione religiosa, dall'alcool a un'esagerata passione politica...) sia inevitabile nella vita di un giovane, quando egli cerca un modo per ricondurre il suo mondo a quell'eden che durante l'infanzia si era illuso che fosse. Per quanto concerne il futuro (il lavoro), è vero che la sua ricerca è più difficile al giorno d'oggi, ma ciò può avere anche degli aspetti positivi: evitare di accontentarsi troppo presto di un'attività facile e sicura che magari non si confà alle proprie tendenze, perdere tempo per trovare poi la propria vera strada.»
Antonio Terracciano (19/04/2015) Modifica questo commento

«Come sempre Sara scrive con impereggiale maestria versi di grande spessore sia per la forma poetica (elegante e scorrevole) che per i contenuti (profondi e condivisibili). Indubbiamente una questione giovanile esiste ed è sotto gli occhi di tutti quelli che la vogliono vedere. La disoccupazione giovanile è ormai arrivata a livelli non più sostenibili e senza lavoro non c'è dignità umana e senza dignità umana non c'è prospettiva di futuro, di sogni, di speranze. Ed è facile capire come in un simile contesto si diventi preda di false illusioni (la droga, la violenza, il terrorismo) e si perda la capacità e la voglia di guardare oltre l'orizzonte. Però non generalizzerei, ci sono giovani in una crisi senza prospettive, ma, per fortuna, ce ne sono altri che guardano al futuro con convinzione e speranza. In ogni caso i giovani hanno un vantaggio: il futuro appartiene a loro!»»
Club ScrivereMichelangelo La Rocca (19/04/2015) Modifica questo commento

«Tematica attuale in versi notevoli e di spessore. Ha focalizzato bene il problema la nostra Autrice, nell'amarezza di una situazione non più sostenibile per i giovani. Il tutto si ripercuote nella loro fragilità interiore percorrendo strade sbagliate che precludono la speranza di un futuro migliore. Credo che la colpa sia anche della politica, con poche idee alla soluzione di questo grave problema.»
Salvatore Testa (19/04/2015) Modifica questo commento

«incertezza che ristagna, una gioventù che non ha più ideali, messa allo sbaraglio...
emarginati non aiutati si trovano spesso a trovare nella droga attimi che li porino lontano dai problemi non pensando che é solo un palliativo che poi porta alla morte... un autrice di rilievo che sa trattare temi importanti come questo ...»
Club Scriverecarla composto (19/04/2015) Modifica questo commento

«Già il titolo dice tutto... Sono giorni, quelli che si vivono oggi, senza respiro e senza alcuna speranza o aspettativa migliore. Giovani senza lavoro, adulti che perdono il posto di lavoro, donne, uomini e bambini che fuggono a migliaia dai loro paesi in cerca di una vita meno disumana, il più delle volte trovando una morte indegna di persone dal volto umano. Da parte delle autorità, della politica e della Comunità internazionale non si fa tutto il possibile per poter superare questo periodo nero. Ma noi vogliamo sperare ancora in una vita e società migliori.
Lirica di spessore che vuole scuotere tutte le coscienze.»
Club ScrivereAlberto De Matteis (19/04/2015) Modifica questo commento

«ci sono giorni in cui l'aria sembra mancare e nemmeno il vento soffia sulle foglie... ci sono momenti in cui bisogna pregare con l'anima... istanti in cui si può ritrovare fiato... leggendo parole così belle.»
Matilde Marcuzzo (19/04/2015) Modifica questo commento

«"L'alba non sorge più per questi giovani radunati in branco..." ed è proprio così, sembrano aggregazioni casuali, il cui scopo è quello di assecondare l'istinto d'aggregazione più del piacere di stare insieme e provare a sognare un mondo diverso. Oggi il luogo comune vuole che i ragazzi d'oggi siano più intelligenti. In realtà mi sembra di vedere giovani meglio istruiti ma senza sogni, senza utopie da seguire, se non il posto fisso. Io credo che sia stata operato una massiccio destrutturazione all'apparato cognitivo, nel quale si è modificata la chimica del cervello, con il risultato che pochi hanno la voglia anche di sognare. E senza sogni, senza ideali, senza un anelito verso il totalmente altro della realtà, si muore, pian piano.»
Massimiliano Moresco (20/04/2015) Modifica questo commento

«Una triste situazione che la poetessa descrive con uno sguardo lucido e profondo. Un disagio che sembra non avere via d'uscita e ogni giorno le speranze muoiono un po' di più. L'autrice di questa bella poesia non esita a scendere nel sociale e questo suo modo di fare poesia mi ha immediatamente catturato. Ammiro e rispetto chi sa non solo analizzare, ma anche denunciare fatti gravi perché questo è il modo giusto di porsi di fronte al mondo. I miei immensi complimenti. Un lavoro indispensabile.»
Pagu (20/04/2015) Modifica questo commento

«Si va avanti col fiato sospeso, i giovani si perdono per le strade buie, pericolose di questa società, che non si cura abbastanza delle difficoltà da superare senza alcuno aiuto delle autorità corrotte. Triste e deprimente è la situazione, che peggiora di giorno in giorno. Come dice giustamente la poetessa, si vivono giorni senza respiro, giorni d' angoscia e di morte. Non sento che indignazione e disgusto. Dobbiamo sperare in un futuro migliore? Non ci resta altro da fare.»
Agnese Iannone (20/04/2015) Modifica questo commento

«Lirica di denuncia sociale per i mali del nostro tempo.
Io credo che sia uno dei periodi peggiori della storia perché c'è tutto il negativo in questa nostra società: perdita degli ideali, perdita dei valori, crisi economica con conseguente perdita di lavoro, crisi della famiglia che prima si sfalda e poi si allarga a scapito di ragazzi sballottati a destra e a manca. Tutto si gioca intorno al verbo "perdere" ed è inevitabile che si perda anche la speranza. Occorre essere forti per recuperarla in noi ma oggi i giovani abituati alle cose materiali e non alla solidità familiare sono fragili e crollano. C'è chi si suicida, chi si getta in un branco o nella droga. Fermiamoci tutti a riflettere e facciamo un passo indietro prima che sia troppo tardi»
Cinzia Gargiulo (20/04/2015) Modifica questo commento

«Quanta verità in questi versi, proprio oggi mia cognata mi ricordava di quando era piccola ed il padre le diceva... figlia mia vedrai verrà la terza guerra mondiale... lei rideva si parla di 50 anni fa... eco scongiuriamo non si avveri mai ... però gli anziani ne avevano sentore allora come adesso... Questo malessere non cessa ed i nostri giovani nell'incertezza annaspano... la speranza si sempre... ma tutto ha una fine, sarebbe il caso di dare una svolta o forzare un attimino il destino e cercare di cambiare qualcosa... forse.»
piera tola (20/04/2015) Modifica questo commento

«Un dialogare che denuncia fortemente le difficoltà di tanti giovani che non rinunciano a niente per pochi attimi di grandezza, a parer loro, per pochi attimi di momenti euforici. Il male si annida nelle loro vene, nelle loro stesse speranze, perché questo niente non porta a niente. Malgrado lo sappiano, continuano, malgrado sanno come finiscono tanti di loro, voltano le spalle. In questa lirica, degna di plauso, l'autrice parla col cuore al cuore di tutti, di questi "giorni senza respiro/rami secchi senza foglie" come ella stessa scrive e dove ogni passaggio lascia ammirevoli quanto tristi riflessioni per questi"giovani dai sogni vuoti". Versi di grande impatto emotivo e molto attuale, scritta magnificamente.»
Rita Minniti (20/04/2015) Modifica questo commento

«Se sognano il vuoto i giovani, sarà colpa di qualcuno. Rea la società che ha lasciato alle nuove generazioni un'eredità alquanto scomoda. L'egoismo umano, nella corsa alla ricchezza, ha distrutto i valori della vita. Un processo di autodistruzione è in atto, mancando l'impegno di costruire un mondo migliore per i nostri eredi che senza terreno fertile, come ideali e progetti avviati, non potranno avere un futuro civile ed economico. Abbandonati a se stessi, i giovani sono caduti nella voragine che distrugge l'identità, colpa della comunità il risultato di inerti dediti all'ozio alla droga, o al peggio, alle attività illegali. Le nuove leve hanno bisogno di stimoli che non nascono da soli, se non sollecitati da iniziative occupazionali.»
Giovanni Chianese (21/04/2015) Modifica questo commento

«All'assurda ora dove tutti e tutto spazza via, momenti increduli di un mondo che luce spegne,
a giovani increduli dalla torbida natura si rifugiano in un peccato che ferisce, muore sotto lo scapolino di una scala. Il fato che deve oltrepassare la soglia al progresso il senso di vivere e pensare è una società che loda la vita. Bella Sara.»
Club ScrivereGiovanni Licata (21/04/2015) Modifica questo commento

«...rami secchi senza foglie...
...siringhe senza numero...
bastano già questi versi a far poesia... ma il grido dell'autrice non è un ululare alla luna ... è un grido di dolore ... il giusto dolore della donna ... della madre...
stupenda denuncia!!!»
Club ScrivereRasimaco (21/04/2015) Modifica questo commento

«Dice bene l’autrice “ Non c’è più nessuno che regali /un sorriso o che insegni a piangere/per amore nella speranza di un futuro nuovo” E’ vero sono giorni senza respiro quelli di oggi per i giovani, senza certezze, senza speranze, senza futuro, giovani i cui pensieri si perdono nei fumi e nelle illusioni delle droghe, la cui via si smarrisce rincorrendo false chimere. La denuncia della poetessa in questi versi è forte e chiara. Ma la sua non è solo una denuncia, è anche una richiesta d’aiuto alla potenza divina.»
Club ScrivereRosetta Sacchi (07/09/2015) Modifica questo commento

«Una poesia riproposta su un tema purtroppo ancora troppo attuale, ma fa molto bene ricordare a tutti quanti la profondità di questi problemi: di giovani disperati senza un futuro sicuro...»
Maria Luisa Bandiera (08/09/2015) Modifica questo commento

«mi duole dirlo, ma nn mi fanno più compassione, troppo li abbiamo giustificati e il medico pietoso, fa la piaga purulenta... scusami ma la penso così»
Citarei Loretta Margherita (08/09/2015) Modifica questo commento

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Sociale
L’indifferente è complice del male
La guerra e i bambini
Il dolore degli oppressi
Il giorno della memoria
La chiamano invasione
Carusi della zolfara
Un mondo senza confini
Tornano belve al potere
La banalità del male
Un sogno sparisce nel mare
Ho trovato le vocali
Il fumo sale al cielo
Resterà soltanto polvere
Il mondo delle donne
Il cielo s’oscura
Oggi è questo il tuo Natale
Il canto di un migrante
La guerra dei poveri
Destino
Duecento piccoli angeli
Non ho il tempo di giocare
Non spunta un filo d’erba
Diversi ma uguali
Lavoro nero
Puzzle d’amore
Non siamo alieni
La riforma della Costituzione
Tutto diventa silenzio
Un losco commercio
Volano illusioni col vento
I cieli sono unti di catrame
La lunga notte
Caos
Disarmo
Siamo cellule prigioniere
Vorrei essere treno
La città labirinto
Si riteneva giusto, quasi santo
Dentro il mio abisso... il pianto
Giorni senza respiro
Il mare non è una pattumiera
In fila verso il pozzo
La guerra dei bambini
Un dramma nella notte
L’ultima speranza affievolita
È chiuso il cancello della speranza
Pianto senza luce
Alba assetata di cielo
Un castello di sabbia si è frantumato
Sempre così sarà
Il sogno è vuoto
Una vita si è spezzata
Preghiera di un clochard
Un vuoto senza limiti
Il naufragio della speranza
Un sogno non muore
Ultimo treno per Marte
Lungo il sentiero dell’orrore
Gli artigli del mostro
Alla soglia dell’indifferenza
Catene nella mente
Terra di Palestina
Sarà mai Natale per te?
Tutto sembrò mutare
Perché la guerra?
Non vedo i colori d’una farfalla
Amico, vo’ cumprà?
Ho visto un bimbo morire
Furto di legalità
E ti ricordo ancora
Oltre l’abisso
Preghiera di un disabile
Belve dai mille artigli
Spiriti d’ombra
Preghiera del carcerato
Terra promessa
Per lavoro si muore
Tra odio e diffidenza
Morte di un vagabondo
Il potere separa
Ragazzo del sud
Zingari
Lavavetri
Il nonno piange
Sono un barbone
Morte per overdose
Mio fratello
Licenziamento
Le pretese della badante
Tempesta
Una vita rubata
Clandestino

Tutte le poesie

Briciole di solidarietà
Abbracciati alla Madre Terra
Amico, vo’ cumprà?
Belve dai mille artigli
Catene nella mente
E ti ricordo ancora
Non vedo i colori d’una farfalla
Lavavetri
Alla soglia dell’indifferenza
Clandestino
Ho visto un bimbo morire
Morte di un vagabondo
Fantasma senza volto
Il pianto del licenziato
Per lavoro si muore
Le pretese della badante
Licenziamento
Morte per overdose
Mio fratello
Oltre l’abisso
Spiriti d’ombra
Sono un barbone
Tutto sembrò mutare
Un sogno non muore
Divido il pane con te
I siciliani non sognano più
Gli artigli del mostro
La terra brucerà
Il nonno piange
Lungo il sentiero dell’orrore
Terra promessa
Il sogno del povero
Il naufragio della speranza
Alba assetata di cielo
Preghiera di un clochard
È chiuso il cancello della speranza
Pianto senza luce
Un castello di sabbia si è frantumato
Un vuoto senza limiti
L’ultima speranza affievolita
Un dramma nella notte
Zingari
La guerra dei bambini
In fila verso il pozzo
Il mare non è una pattumiera
Giorni senza respiro
Dentro il mio abisso... il pianto
Si riteneva giusto, quasi santo
Vorrei essere treno
Siamo cellule prigioniere
La lunga notte
I cieli sono unti di catrame
Volano illusioni col vento
Un losco commercio
Tutto diventa silenzio
L’abbraccio col nulla
La riforma della Costituzione
Non siamo alieni
Puzzle d’amore
Lavoro nero
Diversi ma uguali
Non ho il tempo di giocare
Duecento piccoli angeli
Destino
La guerra dei poveri
Il canto di un migrante
Il cielo s’oscura
Resterà soltanto polvere
Il fumo sale al cielo
Ho trovato le vocali
Un sogno sparisce nel mare
Il carro degli ideali violati
Il mistero verrà svelato
Tornano belve al potere
Un mondo senza confini
Carusi della zolfara
La chiamano invasione
Il dolore degli oppressi
Infinito dramma
La guerra e i bambini




Premio Scrivere 2017
Il cassetto dei sogni Introspezione (“I sogni si nascondono nei silenzi della notte” Khalil Gibran)
Inseguo un sogno Amore (“Nessun cuore ha mai provato sofferenza quando ha inseguito i propri sogni.” Paulo Coelho)
Diversi ma uguali Tema Libero

Sara Acireale
 I suoi 35 racconti

Il primo racconto pubblicato:
 
La principessa triste (06/10/2010)

L'ultimo racconto pubblicato:
 
Coronella e i suoi fratelli (09/12/2020)

Una proposta:
 
Coronella e i suoi fratelli (09/12/2020)

Il racconto più letto:
 
La principessa triste (06/10/2010, 5824 letture)


 Le poesie di Sara Acireale



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